| PROGETTI |
L'associazione è impegnata nello sviluppo di diversi progetti a carattere sociale. Primo fra tutti, ed è quello che accomuna tutte le academie facenti parte dell'associazione e situate nelle varie zone delle Lombardia: Milano,Bergamo,Como,Pavia è quello di divulgare l'arte della capoeira secondo le piu' antiche tradizioni.

PROGETTI SPAZIO CAPOEIRA
Per quanto riguarda l'academia di Pavia, il progetto
principale è quello di trovare uno spazio interamente dedicato alla capoeira e alla cultura afro-brasiliana, con l'intento di creare attraverso la capoeira un luogo di incontro per giovani e non, che vada oltre la semplice disciplina sportiva racchiusa tra
le mura di una palestra, ma qualcosa che abbia sapore sociale e culturare, che permetta l'integrazione di diverse culture, o
semplicemente di persone che altrimenti mai si sarebbero incontrate nella propria vita.
Se sei a conoscenza di uno spazio che possa soddisfare questo ambizioso progetto per la zona di Pavia contattaci!!!!

IL PROGETTO LUBANGO
Inoltre l'associazione è impeganta in altri progetti di
rilevante importanza, per entrare nel dettaglio consultare il link dell'associazione stessa con sede a Milano. Qui viene
riportato quello a nostro avviso piu' importante e forse piu' sentito, di cui ogni anno attraverso un'imponente
manifestazione "LA RODA DA VIDA" viene presentato al pubblico milanse.
Nel 2000 l'Associazione Italiana de Capoeira da Angola ha avviato un progetto a Lubango (Angola) dove, in collaborazione con
associazioni locali, e' stato formato un gruppo di Capoeira misto di ragazzi di strada e studenti ed e' stato attivato un
laboratorio permanente di studio e pratica della Capoeira. Il progetto e' stato l' ennesima dimostrazione di come la Capoeira
sia un ottimo strumento educativo e veicolo di aggregazione.

SITUAZIONE INIZIALE
Nel 2001 il Maestro Luiz "Baixinho" de Oliveira ed
un suo collaboratore hanno intrapreso un viaggio a Lubango, in Angola, per iniziare un progetto di integrazione di bambini di strada nella società grazie all'appoggio logistico di una O.N.G. (Organizzazione Non Governative, www.ong.it ) locale
(ADCP) e della O.N.G. italiana "Alisei". Dopo difficili trattative e il reperimento di fondi esterni al progetto
per il pagamento dei viaggi, si sono stabiliti i contatti con i consulenti volontari, gia' in possesso di una vasta
esperienza in ambito. Mestre Luiz de Oliveira (in arte "Baixinho") e Marcelo Izar (in arte "Montanha"),
infatti, sono di nazionalita' brasiliana, di lingua madre portoghese, con formazione specifica acquisita in Brasile e
curriculum di studi che approfondisce le origini angolane della Capoeira.
Si e' dunque programmato un SEMINARIO DI FORMAZONE INTENSIVA di un mese che fosse mirato:
- Al coinvolgimento dei beneficiari del progetto (ragazzi di strada) costituendo un gruppo pilota (Metodologia criança para criança)
- Alla formazione degli educatori locali sul livello tecnico e su quello educativo (con un investimento sulle risorse che
attivasse relazioni sud-sud)
Questi i contenuti della formazione:
- Area Teorica:
- Origini angolane e sviluppo brasiliano della Capoeira
- Capoeira come danza e come lotta: presupposti tecnici e ragioni culturali della disciplina intesa come insieme di musica e danza
- Potenzialita' socializzanti della disciplina
- Area Pratica:
- Apprendimento e revisione delle figure di base della disciplina
- La "roda" come elemento fondamentale per la creazione del gruppo
- Studio dei temi musicali specifici di supporto allo sviluppo della danza, della concentrazione e dell'armonia del gruppo
- Costruzione ed utilizzo di strumenti musicali.

IL SEMINARIO DI FORMAZIONE INTENSIVA
Il seminario ha previsto una formazione intensiva di un mese
mirata al coinvolgimento dei beneficiari del progetto (ragazzi di strada) al fine di organizzare un gruppo pilota di pratica
della Capoeira sul territorio. L'impegno e' stato full-time e quotidiano, con le mattinate dedicate al reperimento di
materiali naturali per la costruzione di strumenti musicali e i pomeriggi riservati all'uso degli strumenti costruiti,
all'acquisizione delle capacita' musicali, alla creazione della "roda" e alla parte ginnica vera e propria. Al
seminario, inizialmente previsto solo nelle ore pomeridiane, hanno partecipato 2 educatori, un insegnante di ginnastica e 25 bambini ed adolescenti, non tutti appartenenti al gruppo bersaglio (strategia per favorire l'integrazione). Dopo i primi
giorni il gruppo ha richiesto l'estensione dell'orario anche alle ore mattutine.
Questa dinamica ha permesso ai formatori di creare una dimensione relazionale molto forte con i partecipanti e di sviluppare
momenti di insegnamento informali, durante le camminate nei boschi di eucalipti alla ricerca di legno adatto per la
costruzione dei "berimbaus" o nei bassifondi della città a reperire tappi di bottiglie e copertoni usati.
Fin dall'inizio il coinvolgimento e l'interesse dei partecipanti è stato enorme e, cosa completamente inattesa, anche
persone non coinvolte nell'iniziativa hanno cominciato ad assistere con entusiasmo alle sessioni di lavoro e a chiedere di
essere inseriti nel gruppo.
Proprio per questo, parallelamente alle attività pratiche, si è portata avanti la ricerca di personale
qualificato a livello internazionale che, con l'elaborazione di un contratto di collaborazione volontaria con Alisei, potesse
dare la possibilità agli educatori ma soprattutto ai ragazzi di ricevere una formazione intensiva. Gli educatori hanno avuto l'idea di organizzare "rodas de Capoeira" per strada ed in luoghi pubblici.
Questo ha contribuito non solo ad aumentare l'autostima, l'interesse e il coinvolgimento del gruppo, ma anche alla promozione
del progetto e alla sensibilizzazione sociale Alla fine del seminario, che non ha visto desistenze, si è realizzata la
cerimonia pubblica del "Batizado", una sorta di rituale in cui i partecipanti alla formazione hanno ricevuto un
cordone di colore differente a seconda del grado di preparazione raggiunto. Tre ragazzi, scelti secondo il criterio della
abilità fisica, delle competenze musicali, dell'impegno e della frequenza, sono stati nominati responsabili del gruppo
e depositari delle competenze acquisite per tutta la citta' di Lubango.

CONSIDERAZIONI GENERALI
In primo luogo l'origine angolana della Capoeira fa si che
schemi gestuali e musicali risultino ampiamente familiari e vengano "riconosciuti" come parte di un bagaglio
culturale sepolto e dimenticato che torna alla luce dopo un lungo sonno. Per ragazzi che spesso sono privi di riferimenti
familiari e comunitari l'affermazione di un'identità culturale che sottolinea l'appartenenza ad un gruppo è
sempre molto importante.
In secondo luogo il legame della Capoeira con situazioni di marginalità e di oppressione (vedi excursus storico).
L'oppressione della schiavitù vera e propria a rappresentare metaforicamente quella vissuta ogni giorno sulla strada
alla ricerca di mezzi di sussistenza, spesso senza possibilità di scelta sul destino della propria vita.
Sicuramente determinante è stata inoltre la grande competenza dei formatori non solo dal punto di vista artistico ma
anche da quello educativo. Il fatto di avere già esperienza con bambini ed adolescenti di vari paesi ha fatto si che
la trasmissione delle competenze culturali ed artistiche non rimanesse slegata da quella di valori morali e civici. Questo
spiega l'empatia immediata e l'accettazione incondizionata da parte del gruppo che non ha avuto bisogno di una fase di
acquisizione di fiducia e di rispetto. E allo stesso tempo i formatori sono diventati il modello positivo, in quanto
dimostrazione vivente del fatto che dalla povertà e dall'emarginazione si può uscire e si può farlo in
maniera onesta contando solo sulle proprie capacità.
Il gruppo intero ha come punto di riferimento i tre responsabili i quali si rivolgono agli educatori per problemi che non
riescono a risolvere da soli o per ricevere supporto e aiuto nell'organizzazione di eventi pubblici. Al di la' di questo
è autonomo.
E' inoltre innegabile che l'emozione suscitata da una buona Roda de Capoeira è quella di allegria, senso di unione e
condivisione, rispetto ed attenzione per gli altri, giocosità.
Interessante sottolineare che in questi momenti i ragazzi godono dell'approvazione del pubblico e non sono soggetti a
discriminazione e pregiudizio. Lo stesso avviene all'interno del gruppo "Os Filhos de Angola" dove è ormai
quasi impossibile distinguere i "meninos de rua" dagli "altri". Consideriamo questo come un passo
importante per l'integrazione sociale.

PRIMI RISULTATI
I risultati che ci attendevamo da questa azione erano
Empowerment di un gruppo di bambini e adolescenti attraverso l'acquisizione di capacità specifiche trasmissibili che
li trasformi in risorsa del progetto verso altri gruppi di pari. Miglioramento della loro condizione personale attraverso il
vissuto collaborativo e socializzante dell'esperienza creazione di un gruppo di consulenti locali che operano nell'ambito artistico e culturale in grado di influenzare positivamente la comunità verso il gruppo bersaglio del progetto e di
svolgere azioni di sensibilizzazione sociale con un'attenzione specifica ai diritti dell'infanzia Miglioramento della
capacità di intervento riabilitativo della ONG locale Sostenibilità sul lungo periodo del progetto pilota e sua riproducibilità grazie alla valorizzazione delle risorse umane e culturali necessarie.
Oggi possiamo dire di averli pienamente realizzati. Il gruppo "Os Filhos de Angola" continua le proprie
attività allenandosi quattro volte alla settimana in forma completamente autonoma. I tre responsabili sono in grado di
condurre il training, costruire strumenti musicali, orientare il gruppo e trasmettere competenze. 20 rappresentazioni
pubbliche realizzate nel periodo agosto-dicembre 2001. L' Associazione ha ricevuto quasi 80 richieste di adesione di nuovi
partecipanti ma purtroppo finora ci è stato possibile integrare solo 20 nuovi membri, quasi tutti appartenenti al
gruppo bersaglio. Nel Dicembre del 2002 altri tre istruttori dell'Associazione Italiana di Capoeira da Angola sono tornati a
Lubango autofinanziati per dare continuità al progetto.
In questo periodo sono entrati in contatto con alcuni villaggi (kimbos) dove hanno svolto ricerche sulle origini della
Capoeira incontrando nel Kunene (regione a Sud dell'Angola) un rituale chiamato ‘Ngolo, che in lingua
africana significa "Zebra", che richiama chiaramente le movenze della Capoeira e che e' riconosciuta dagli studiosi come il più probabile antenato di questa arte, ed il "mburumbumba", probabile antenato del berimbau.